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Vivere all'estero non basta: la Cassazione 2026 chiarisce quando il Fisco italiano ti considera ancora residente in Italia

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Residenza Fiscale Estera: Cassazione 6722/2026 — Avv. Pasquale Madonna Fiscalità Internazionale · Sentenza Cassazione 2026 Vivere all'estero non basta più. La Cassazione 2026 ha deciso. Con l'ordinanza n. 6722 del 20 marzo 2026, la Corte di Cassazione ha confermato: se i tuoi redditi principali sono italiani, puoi essere considerato residente in Italia anche se vivi e ti sei sposato all'estero. Ecco cosa significa — e cosa fare. Avv. Prof. Pasquale Madonna · Fiscalità Internazionale · Lettura: 8 minuti ▶ Guarda il video — Analisi completa Avv. Prof. Pasquale Madonna · Residenza Fiscale Estera e Cassazione 2026 Hai trasferito la tua vita in un altro Paese, magari ti sei anche sposato lì, ma continui a lavorare con — o per — aziende italiane? Attenzione: potresti essere nel mirino dell'Agenzia delle Entrate. La convinzione diffusa è che basti avere una vita all'estero ...

Residenza Fiscale Estera: La Cassazione ha cambiato tutto. Quello che devi sapere oggi.

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  Fiscalità Internazionale · Aggiornamento 2026 Residenza Fiscale Estera: La Cassazione ha cambiato tutto. Quello che devi sapere oggi. Le nuove sentenze della Corte di Cassazione hanno ridefinito i criteri di residenza fiscale per gli italiani all'estero. L'iscrizione AIRE non è più sufficiente. Ecco perché — e cosa fare. Avv. Prof. Pasquale Madonna · Fiscalità Internazionale · Lettura: 8 minuti ▶ Guarda il video — Analisi completa Avv. Prof. Pasquale Madonna · Residenza Fiscale Estera e Cassazione 2024 Negli ultimi anni ho assistito a un cambiamento profondo nel modo in cui l'Agenzia delle Entrate e la giurisprudenza italiana trattano il tema della residenza fiscale degli espatriati. Un cambiamento che molti contribuenti — e purtroppo anche alcuni consulenti — non hanno ancora pienamente compreso. La convinzione diffusa è semplice: mi iscrivo all'AIRE, trasferisco la residenza...

Cambiare l’orario di lavoro senza accordo è illegittimo. Lo dice il Tribunale di Como

 Una recente ordinanza del Tribunale di Como (n. 348 del 7 luglio 2025) ha segnato un importante passo avanti nella tutela dei lavoratori e delle lavoratrici che si fanno carico della cura dei figli piccoli o dei genitori anziani. I fatti Una lavoratrice, madre di due bambini piccoli, si è vista modificare unilateralmente l’orario di lavoro dal proprio datore. Il nuovo turno, imposto senza consenso scritto, le rendeva impossibile gestire gli impegni familiari quotidiani. La dipendente ha fatto ricorso e il Tribunale le ha dato ragione. Cosa ha stabilito il giudice Secondo i giudici comaschi: “Essere madre o essere impegnata nella cura di familiari anziani rappresenta una condizione giuridicamente rilevante . Imporre cambi di orario senza tenere conto di queste responsabilità può costituire discriminazione indiretta .” L’azienda è stata condannata a risarcire la lavoratrice con 5.000 euro. Perché è importante La sentenza ribadisce due principi fondamentali: I turni non...